Relatori:
- Basir Ahang – giornalista, ha ventotto anni, è arrivato dall’Afghanistan come rifugiato politico nel 2008, vive a Padova dove frequenta la Facoltà di Scienze Politiche e scrive regolarmente in persiano per la BBC e per altri siti che si occupano di diritti umani. Nel 2003 partecipa a Kabul a un corso di giornalismo promosso dall’Associazione no profit Internews Europe e nel 2008 si laurea in letteratura persiana all’università di Kabul ma subito dopo deve lasciare il suo paese per le gravi minacce subite. Da allora testimonia l’oscurità nella quale è finito il suo Paese attraverso articoli, interviste e conferenze per le quali è chiamato in tutta Europa (www.basirahang.org e www.hazarapeople.com);
- Francesca Grisot - antropologa, ha studiato e lavora presso l’università Ca’ Foscari di Venezia, parla la lingua persiana, è mediatore culturale e ha seguito molti casi di minorenni afghani richiedenti asilo;
- Amin Wahidi - regista cinematografico, nato a Kabul, vive e studia Cinematografia a Milano, ha prodotto e girato cortometraggi a Kabul e a Milano (Treasure In The Ruins), oltre al dari e all’inglese, parla e scrive poesie in italiano;
- Adelaide Zambusi – coordinatrice UNHCR nel Nord Italia, manager assistente presso No Peace without Justice, praticante avvocato, master in European Pubblic Affairs, ha maturato esperienza giuridica nel diritto comunitario e internazionale;
- Nur Mutahari - studente e blogger afghano, diplomato in perito elettronica e telecomunicazioni presso l'I.I.S"J.Torriani" di Cremona;
- Rohullah Taqavi, rifugiato afghano in Italia del 2009, fa esperienze in campo sociale e suona il "dambura".
Questa
serata è stata organizzata con il supporto dalle associazioni
Intercultura, Cisvol, Immigrati cittadini e dei ragazzi afghani
presenti a Cremona.
Obiettivo
fondamentale di questa serata è quello di creare uno spazio di
dialogo e confronto che coinvolga giornalisti, fotografi, registi e
testimoni della cultura, politica e società afghana e i cittadini
che desidereranno prenderne parte, per poter creare uno spazio di
discussione ed approfondimento su aspetti meno noti della cultura di
questo paese come il cinema, l’arte e la fotografia. Le immagini e
il dibattito offriranno inoltre lo spazio per poter interrogarsi
assieme sui progressi fino ad ora raggiunti, sui rapporti tra
Afghanistan e Italia, nonché il futuro che attende la popolazione
dopo il 2014, anno ufficiale di uscita delle forze internazionali dal
Paese.
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